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Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
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Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Un sisma devastante colpirà Roma l'11 maggio 2011? Bendandi, i terremoti e i confini della scienza (parte prima)
Da settimane circolano su molti blog e siti internet notizie di prossime catastrofi sismiche in Italia, frutto delle previsioni del defunto sismologo Bendandi: l'uomo che prevedeva i terremoti. Cosa c'è di vero? Proviamo insieme a percorrere questo impalpabile confine che divide la scienza dalla superstizione
Esattamente fra un anno, l’11 maggio 2011, una devastante scossa sismica colpirà l’area di Roma, mentre tra il 5 e il 6 aprile 2012 numerosi e catastrofici terremoti colpiranno molte aree della terra. Chi può affermare una cosa del genere? Da quando si possono prevedere i terremoti?
Purtroppo questi spaventosi eventi naturali sono ancora imprevedibili, a maggior ragione con la precisione che si evince da questi catastrofici proclami. Eppure nel secolo scorso è vissuto un uomo che pare fosse in grado di farlo; ne era talmente convinto che arrivò a depositare alcune sue previsioni presso un notaio.
Costui era noto come “L’uomo che prevedeva i terremoti”, al secolo Raffaele Bendandi; Romagnolo di Faenza, nasce il 17 ottobre del 1893. Dopo il sisma di Messina e Reggio Calabria, del 1908, si appassiona ai terremoti con l’intento primario di giungere ad una loro possibile previsione.
Di umile famiglia, artigiano e in gran parte autodidatta, non frequenta nessuna università, non consegue alcun titolo, scarse e occasionali le frequentazioni con altri scienziati; ma le sue intuizioni, le sue scoperte e le sue previsioni sono davvero degne di nota.
La scienza di inizio ‘900 muoveva solo allora i primi passi nella geologia, tanto che l’età della terra si calcolava ancora in pochi milioni di anni, piuttosto che miliardi. Le scoperte sull’atomo e sulla radioattività erano in fieri, ed ancora non si sapeva cosa bruciasse nel sole. E solo nel 1912 Wegener pubblicò la sua teoria sulla deriva dei continenti.
Quest’uomo nel frattempo elaborava una sua propria teoria sismogenica, ossia sull’origine e le cause dei terremoti. Egli sosteneva che la luna e gli altri pianeti, così come il sole, influenzano con la loro attrazione gravitazionale la crosta terrestre, inducendo in essa dei movimenti, proprio come accade alle masse liquide degli oceani.
Il fenomeno delle maree era già da tempo immemorabile associato alla luna; ma l’idea che questa, insieme agli altri corpi del sistema solare, potesse attrarre la crosta terrestre e deformarla fino a generare terremoti, a quel tempo era abbastanza originale ed avveniristica.
Una prova di queste prime intuizioni la ebbe lo stesso Bendandi quando, spulciando tra i suoi appunti di qualche anno prima, trovò che si era realizzata una sua previsione del terremoto della Marsica, fatta nell’ottobre del 1914. Il sisma si verificò per l’appunto alcuni mesi dopo, il 13 gennaio 1915.
Bendandi decise quindi di approfondire i suoi studi, raccogliere dati e procedere ad osservazioni sistematiche del movimento dei corpi celesti, utilizzando spesso strumenti da lui stesso costruiti. Alcuni di questi furono poi distrutti dallo stesso Bendandi pochi anni prima della sua morte.
La sua fama raggiunse il culmine quando, il 23 novembre 1923 davanti ad un notaio a Faenza, fece una previsione su un terremoto che si sarebbe verificato nelle Marche il 2 gennaio 1924. Il terremoto si verificò davvero, ma due giorni dopo.
Da allora la scienza iniziò davvero a considerarlo, ma per lo più in termini negativi, dal momento che lo stesso Bendandi ricevette numerosi plausi e riconoscimenti. I grandi interessi delle istituzioni e degli enti di ricerca governativi e accreditati di mezzo mondo, incapaci di procedere e scoprire alternative alle teorie di Bendandi, si coalizzarono contro di lui, fino a farlo diffidare e costringere a ritirarsi dalla vita pubblica.
L’ultima sua previsione riguarda il terremoto del Friuli nel 1976. Le autorità ignorarono però il suo allarme e lo scacciarono come un insulso ciarlatano.
A posteriori possiamo liberamente affermare, insieme con i familiari e gli appassionati di quest’uomo, che l’opera e la vita di Bendandi sono state martoriate e mortificate dallo strapotere conferito alla scienza accademica ed istituzionalizzata, così come avvenuto più volte in passato ed avviene ancora ai nostri giorni. Ricordate il caso di Luigi di Bella e della sua cura contro il cancro?
Oggi conosciamo molto di più del nostro pianeta, ma non è ancora abbastanza; anzi direi che è ancora troppo poco se pretendiamo di voler prevedere i terremoti. Oggi Bendandi potrebbe beneficiare di tutte le ultime ricerche, studi e raccolte dati, di internet e del suo potere connettivo e trasmittivo, dare così il suo contributo intellettuale; già perché Bendandi non era un ciarlatano, ma uno scienziato scrupoloso e intuitivo.
Bendandi probabilmente non è mai riuscito a trovare un vero metodo per prevedere i terremoti, semplicemente perché non esiste. I terremoti possono avere varie origini, da movimenti tettonici, risalite magmatiche, eruzioni vulcaniche, crolli sotterranei, frane sottomarine ecc. ecc. Ma Bendandi aveva intuito qualcosa di geniale, di altamente attuale e veritiero.
Si era spinto al di là di ogni limite, come un esploratore in solitaria in una terra sconosciuta, come Erik il Rosso sulle sponde di Terranova. Mai avrebbe immaginato che quello fosse un nuovo e immenso continente. Fine prima parte...
Autore : Dott. Giuseppe Tito
Bene, ieri sera ho visto la trasmisione Voyager. Pare che sia una bufala di internet secondo una istoriatrice che ha tutti i documenti lasciati dal Bendandi morto in circostanze un pò strane. Parte dei suoi calcoli erano stati trafugati ed alcuni bruciati. Però smentite o no, questo è un periodo in cui terremoti ce ne sono anche troppi, così anche se magari la profezia non si avvera comunque bisognerebbe sempre stare allerta ed informarsi su come ci si deve comportare in caso di terremoto. Un pò di prevenzione a voltefa la differenza tra la vita e la morte regionali, provinciali e locali (se non esistono piani, sollecitateli) per sapere quali iniziative prendere per prevenire i danni, che cosa fare e a chi riferirsi in caso di terremoto.
.
Cosa fare durante
La scossa sismica di per sé non costituisce una minaccia per l'incolumità delle persone: non è reale il pericolo dell'aprirsi di voragini che "inghiottono" persone o cose. Quello che provoca vittime durante un terremoto è principalmente il crollo degli edifici o di parte di essi; inoltre costituisce un grave pericolo per l'incolumità anche la caduta di quello che c'è dentro l'edificio ed alcuni fenomeni collegati quali incendi ed esplosioni dovute a perdite di gas. Bisogna dunque avere preventivamente un'idea ben chiara di quali sono le posizioni all'interno di un edificio o i luoghi all'esterno che si possono considerare pericolosi. Al momento del terremoto non si ha poi realmente tempo per fare qualcosa di più che non riordinare le idee: una scossa, anche se sembra che duri un'eternità, può al massimo durare poco più di un minuto e gli intervalli fra le scosse possono essere di pochi secondi.
Quando si è all'interno di un edificio
Seguendo il primo impulso in genere tutti sono portati a precipitarsi all'esterno: ciò può essere rischioso a meno che non ci si trovi proprio in vicinanza di una porta d'ingresso che immette immediatamente in un ampio luogo aperto. E' opportuno mantenere la calma, evitando di allarmare con grida gli altri, senza precipitarsi all'esterno ma cercare il posto più sicuro nell'ambiente in cui ci si trova.
Il rischio principale è rappresentato dai crolli e/o dalla caduta di mobili pesanti e suppellettili. Prima di tutto è meglio cercare un rifugio sicuro sotto gli elementi più solidi dell'edificio: le pareti portanti, gli architravi e gli angoli in genere. E' opportuno tenersi lontani da tutto ciò che ci può cadere addosso cercando riparo sotto robusti tavoli o letti.
Quando si è all'esterno di un edificio
Se il terremoto ci sorprende fuori casa, il pericolo principale deriva da tutto ciò che può crollare. E' necessario pertanto non cercare riparo sotto i cornicioni o le grondaie e non sostare sotto le linee elettriche. Se si è distanti da un luogo aperto, per avere una protezione più adeguata, è sufficiente mettersi sotto l'architrave di un portone.
Trovandosi in automobile è opportuno evitare di sostare sotto o sopra i ponti o i cavalcavia, vicino a costruzioni e comunque in zone dove possono verificarsi smottamenti o frane.
Cosa fare dopo un terremoto
Al termine di una forte scossa ci possono essere morti, feriti e molti danni. Nei momenti immediatamente successivi è opportuno attenersi ad alcune semplici norme per essere il più possibile di aiuto alla comunità e per non intralciare i soccorsi.
Chi si trova all'interno di un edificio, prima di uscire deve:
* spegnere i fuochi eventualmente accesi e non accenderne altri neanche se la stanza è al buio;
* chiudere gli interruttori centrali del gas e della luce;
* controllare se ci sono perdite di gas; se ci sono, aprire porte e finestre e segnalare il guasto all'autorità competente.
Si deve poi lasciare l'edificio per recarsi in un luogo aperto uscendo con cautela e prestando molta attenzione sia a quello che può ancora cadere sia ad oggetti taglienti che si possono ancora incontrare nel percorso.
Se ci si trova in un edificio a più piani non è consigliabile usare l'ascensore.
Una volta all'esterno, è necessario mantenere la calma, prestare i primi soccorsi agli eventuali feriti e mettersi a disposizione delle autorità. Evitate di usare l'automobile e il telefono se non per casi gravi o urgenti. Nessuno è in grado di predirvi cosa succederà nelle ore successive.
Dal punto di vista dei danni che si producono immediatamente, in genere ci si può attendere che il peggio sia passato. Tuttavia inizia una fase in cui l'entità del disastro può essere ancora ridotta, velocizzando i soccorsi ai feriti e cercando di creare le condizioni meno disagiate per la sopravvivenza.
E' opportuno continuare a posare tende o roulottes nei luoghi previsti dai piani di protezione civile. Laddove non esistono, si organizzino punti di raccolta e di coordinamento in modo da favorire una distribuzione equa e razionale dei generi di soccorso. Molta parte del buon esito delle operazioni di questa fase dipende dalla capacità di organizzazione spontanea delle popolazioni colpite che non dovrebbero limitarsi a contare totalmente e passivamente sui soccorsi in arrivo. Un atteggiamento attivo aumenta l'efficacia dei soccorsi stessi.
In generale i problemi del dopo terremoto sono molti e molto complessi. Per risolverli è necessario un grosso sforzo delle popolazioni e delle autorità competenti. Questo sforzo comune non può essere circoscritto e limitato ai periodi di emergenza ma deve essere un impegno costante.
Tutti dobbiamo essere coscienti che il terremoto in gran parte dell'Italia è una realtà a cui non si può sfuggire ma dalla quale ci si può difendere.
Da settimane circolano su molti blog e siti internet notizie di prossime catastrofi sismiche in Italia, frutto delle previsioni del defunto sismologo Bendandi: l'uomo che prevedeva i terremoti. Cosa c'è di vero? Proviamo insieme a percorrere questo impalpabile confine che divide la scienza dalla superstizione
Esattamente fra un anno, l’11 maggio 2011, una devastante scossa sismica colpirà l’area di Roma, mentre tra il 5 e il 6 aprile 2012 numerosi e catastrofici terremoti colpiranno molte aree della terra. Chi può affermare una cosa del genere? Da quando si possono prevedere i terremoti?
Purtroppo questi spaventosi eventi naturali sono ancora imprevedibili, a maggior ragione con la precisione che si evince da questi catastrofici proclami. Eppure nel secolo scorso è vissuto un uomo che pare fosse in grado di farlo; ne era talmente convinto che arrivò a depositare alcune sue previsioni presso un notaio.
Costui era noto come “L’uomo che prevedeva i terremoti”, al secolo Raffaele Bendandi; Romagnolo di Faenza, nasce il 17 ottobre del 1893. Dopo il sisma di Messina e Reggio Calabria, del 1908, si appassiona ai terremoti con l’intento primario di giungere ad una loro possibile previsione.
Di umile famiglia, artigiano e in gran parte autodidatta, non frequenta nessuna università, non consegue alcun titolo, scarse e occasionali le frequentazioni con altri scienziati; ma le sue intuizioni, le sue scoperte e le sue previsioni sono davvero degne di nota.
La scienza di inizio ‘900 muoveva solo allora i primi passi nella geologia, tanto che l’età della terra si calcolava ancora in pochi milioni di anni, piuttosto che miliardi. Le scoperte sull’atomo e sulla radioattività erano in fieri, ed ancora non si sapeva cosa bruciasse nel sole. E solo nel 1912 Wegener pubblicò la sua teoria sulla deriva dei continenti.
Quest’uomo nel frattempo elaborava una sua propria teoria sismogenica, ossia sull’origine e le cause dei terremoti. Egli sosteneva che la luna e gli altri pianeti, così come il sole, influenzano con la loro attrazione gravitazionale la crosta terrestre, inducendo in essa dei movimenti, proprio come accade alle masse liquide degli oceani.
Il fenomeno delle maree era già da tempo immemorabile associato alla luna; ma l’idea che questa, insieme agli altri corpi del sistema solare, potesse attrarre la crosta terrestre e deformarla fino a generare terremoti, a quel tempo era abbastanza originale ed avveniristica.
Una prova di queste prime intuizioni la ebbe lo stesso Bendandi quando, spulciando tra i suoi appunti di qualche anno prima, trovò che si era realizzata una sua previsione del terremoto della Marsica, fatta nell’ottobre del 1914. Il sisma si verificò per l’appunto alcuni mesi dopo, il 13 gennaio 1915.
Bendandi decise quindi di approfondire i suoi studi, raccogliere dati e procedere ad osservazioni sistematiche del movimento dei corpi celesti, utilizzando spesso strumenti da lui stesso costruiti. Alcuni di questi furono poi distrutti dallo stesso Bendandi pochi anni prima della sua morte.
La sua fama raggiunse il culmine quando, il 23 novembre 1923 davanti ad un notaio a Faenza, fece una previsione su un terremoto che si sarebbe verificato nelle Marche il 2 gennaio 1924. Il terremoto si verificò davvero, ma due giorni dopo.
Da allora la scienza iniziò davvero a considerarlo, ma per lo più in termini negativi, dal momento che lo stesso Bendandi ricevette numerosi plausi e riconoscimenti. I grandi interessi delle istituzioni e degli enti di ricerca governativi e accreditati di mezzo mondo, incapaci di procedere e scoprire alternative alle teorie di Bendandi, si coalizzarono contro di lui, fino a farlo diffidare e costringere a ritirarsi dalla vita pubblica.
L’ultima sua previsione riguarda il terremoto del Friuli nel 1976. Le autorità ignorarono però il suo allarme e lo scacciarono come un insulso ciarlatano.
A posteriori possiamo liberamente affermare, insieme con i familiari e gli appassionati di quest’uomo, che l’opera e la vita di Bendandi sono state martoriate e mortificate dallo strapotere conferito alla scienza accademica ed istituzionalizzata, così come avvenuto più volte in passato ed avviene ancora ai nostri giorni. Ricordate il caso di Luigi di Bella e della sua cura contro il cancro?
Oggi conosciamo molto di più del nostro pianeta, ma non è ancora abbastanza; anzi direi che è ancora troppo poco se pretendiamo di voler prevedere i terremoti. Oggi Bendandi potrebbe beneficiare di tutte le ultime ricerche, studi e raccolte dati, di internet e del suo potere connettivo e trasmittivo, dare così il suo contributo intellettuale; già perché Bendandi non era un ciarlatano, ma uno scienziato scrupoloso e intuitivo.
Bendandi probabilmente non è mai riuscito a trovare un vero metodo per prevedere i terremoti, semplicemente perché non esiste. I terremoti possono avere varie origini, da movimenti tettonici, risalite magmatiche, eruzioni vulcaniche, crolli sotterranei, frane sottomarine ecc. ecc. Ma Bendandi aveva intuito qualcosa di geniale, di altamente attuale e veritiero.
Si era spinto al di là di ogni limite, come un esploratore in solitaria in una terra sconosciuta, come Erik il Rosso sulle sponde di Terranova. Mai avrebbe immaginato che quello fosse un nuovo e immenso continente. Fine prima parte...
Autore : Dott. Giuseppe Tito
Bene, ieri sera ho visto la trasmisione Voyager. Pare che sia una bufala di internet secondo una istoriatrice che ha tutti i documenti lasciati dal Bendandi morto in circostanze un pò strane. Parte dei suoi calcoli erano stati trafugati ed alcuni bruciati. Però smentite o no, questo è un periodo in cui terremoti ce ne sono anche troppi, così anche se magari la profezia non si avvera comunque bisognerebbe sempre stare allerta ed informarsi su come ci si deve comportare in caso di terremoto. Un pò di prevenzione a voltefa la differenza tra la vita e la morte regionali, provinciali e locali (se non esistono piani, sollecitateli) per sapere quali iniziative prendere per prevenire i danni, che cosa fare e a chi riferirsi in caso di terremoto.
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Cosa fare durante
La scossa sismica di per sé non costituisce una minaccia per l'incolumità delle persone: non è reale il pericolo dell'aprirsi di voragini che "inghiottono" persone o cose. Quello che provoca vittime durante un terremoto è principalmente il crollo degli edifici o di parte di essi; inoltre costituisce un grave pericolo per l'incolumità anche la caduta di quello che c'è dentro l'edificio ed alcuni fenomeni collegati quali incendi ed esplosioni dovute a perdite di gas. Bisogna dunque avere preventivamente un'idea ben chiara di quali sono le posizioni all'interno di un edificio o i luoghi all'esterno che si possono considerare pericolosi. Al momento del terremoto non si ha poi realmente tempo per fare qualcosa di più che non riordinare le idee: una scossa, anche se sembra che duri un'eternità, può al massimo durare poco più di un minuto e gli intervalli fra le scosse possono essere di pochi secondi.
Quando si è all'interno di un edificio
Seguendo il primo impulso in genere tutti sono portati a precipitarsi all'esterno: ciò può essere rischioso a meno che non ci si trovi proprio in vicinanza di una porta d'ingresso che immette immediatamente in un ampio luogo aperto. E' opportuno mantenere la calma, evitando di allarmare con grida gli altri, senza precipitarsi all'esterno ma cercare il posto più sicuro nell'ambiente in cui ci si trova.
Il rischio principale è rappresentato dai crolli e/o dalla caduta di mobili pesanti e suppellettili. Prima di tutto è meglio cercare un rifugio sicuro sotto gli elementi più solidi dell'edificio: le pareti portanti, gli architravi e gli angoli in genere. E' opportuno tenersi lontani da tutto ciò che ci può cadere addosso cercando riparo sotto robusti tavoli o letti.
Quando si è all'esterno di un edificio
Se il terremoto ci sorprende fuori casa, il pericolo principale deriva da tutto ciò che può crollare. E' necessario pertanto non cercare riparo sotto i cornicioni o le grondaie e non sostare sotto le linee elettriche. Se si è distanti da un luogo aperto, per avere una protezione più adeguata, è sufficiente mettersi sotto l'architrave di un portone.
Trovandosi in automobile è opportuno evitare di sostare sotto o sopra i ponti o i cavalcavia, vicino a costruzioni e comunque in zone dove possono verificarsi smottamenti o frane.
Cosa fare dopo un terremoto
Al termine di una forte scossa ci possono essere morti, feriti e molti danni. Nei momenti immediatamente successivi è opportuno attenersi ad alcune semplici norme per essere il più possibile di aiuto alla comunità e per non intralciare i soccorsi.
Chi si trova all'interno di un edificio, prima di uscire deve:
* spegnere i fuochi eventualmente accesi e non accenderne altri neanche se la stanza è al buio;
* chiudere gli interruttori centrali del gas e della luce;
* controllare se ci sono perdite di gas; se ci sono, aprire porte e finestre e segnalare il guasto all'autorità competente.
Si deve poi lasciare l'edificio per recarsi in un luogo aperto uscendo con cautela e prestando molta attenzione sia a quello che può ancora cadere sia ad oggetti taglienti che si possono ancora incontrare nel percorso.
Se ci si trova in un edificio a più piani non è consigliabile usare l'ascensore.
Una volta all'esterno, è necessario mantenere la calma, prestare i primi soccorsi agli eventuali feriti e mettersi a disposizione delle autorità. Evitate di usare l'automobile e il telefono se non per casi gravi o urgenti. Nessuno è in grado di predirvi cosa succederà nelle ore successive.
Dal punto di vista dei danni che si producono immediatamente, in genere ci si può attendere che il peggio sia passato. Tuttavia inizia una fase in cui l'entità del disastro può essere ancora ridotta, velocizzando i soccorsi ai feriti e cercando di creare le condizioni meno disagiate per la sopravvivenza.
E' opportuno continuare a posare tende o roulottes nei luoghi previsti dai piani di protezione civile. Laddove non esistono, si organizzino punti di raccolta e di coordinamento in modo da favorire una distribuzione equa e razionale dei generi di soccorso. Molta parte del buon esito delle operazioni di questa fase dipende dalla capacità di organizzazione spontanea delle popolazioni colpite che non dovrebbero limitarsi a contare totalmente e passivamente sui soccorsi in arrivo. Un atteggiamento attivo aumenta l'efficacia dei soccorsi stessi.
In generale i problemi del dopo terremoto sono molti e molto complessi. Per risolverli è necessario un grosso sforzo delle popolazioni e delle autorità competenti. Questo sforzo comune non può essere circoscritto e limitato ai periodi di emergenza ma deve essere un impegno costante.
Tutti dobbiamo essere coscienti che il terremoto in gran parte dell'Italia è una realtà a cui non si può sfuggire ma dalla quale ci si può difendere.
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
Età: 50
Località: tenerife
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
leggere questo mi mette molta ansia perchè noi qui lo viviamo molto spesso ed è capitato anche scosse che hanno davvero fatto paura... e ogni giorno vivo con il terrore anche appena un semplice tir che passa e fa il boato già mi sento il cuore in gola.....

pantera- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1091
Data d'iscrizione: 14.11.09
Età: 30
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Alla fine non è successo nulla...

Ann@ Mari@- UTENTE

- Numero di messaggi: 123
Data d'iscrizione: 15.02.11
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
A Roma no, ma casualità ha voluto che poche centinaia di km più in là, in Spagna , Murcia ci sia stato un terremoto di più di 5 gradi scala Richter con 8 morti ed una cittàdina che sembra un teatro di guerra. Sto guardando le imamgini adesso alla tv spagnola e mi è tornata in mente L'Aquila. Non è la stessa cosa, ma ci si avvicina abbastanza, edifici danneggiati e crollati, monumenti sctorici venuti giù parzialmente ecc. Insomma, Non tutti i fogli del Bendandi con relativi calcoli sono stati recuperati, potrebbe essere anche che i suoi calcoli abbiano subitouna variazione o solo casualità. Resta il fatto che è abbastanza sconcertante che si sia prodotto un terremoto esattamente lo stesso giorno in cui ci si aspettava uno a Roma e nemmeno tanto lontano in termini geologici. Ed oggi anche l'Etana si è rimesso a sbuffare dopo giorni di movimenti sismici. Non voglio essere catastrofista eh! Solo sto analizzando dei fatti e collegandoli, è abbastanza curioso tutto ciò.
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
Età: 50
Località: tenerife
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
che tristezza mimi.....
povera gente... e poveri noi... non ci rendiamo conto che quando la natura si arrabbia ci può distruggere...
povera gente... e poveri noi... non ci rendiamo conto che quando la natura si arrabbia ci può distruggere...
sweetmary- MODERATORE JUNIOR

-

Numero di messaggi: 3590
Data d'iscrizione: 05.09.10
Età: 23
Località: palermo
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Sì, povera gente, è triste sì, ormai quasi ci si sta facendo l'abitudine, migliaia di morti per tsunami là, terremoti qua, guerra e guerricciole...alla fine mi scopro a guardare un telegiornale mezza zombizzata, poco a poco sembra che nemmeno fa male, come se tanto dolore altrui alla fine ti stia anestetizzando. Che orrore, questa sensazione. Sempre meno lacrime, Mentre questo assurdo mondo continua a correre in discesa in rotta di collisione con se stesso e contro se stesso.
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
Età: 50
Località: tenerife
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
credere che sia stata tutta una casualità???
mha a questo punto inizio ad avere anche io dei seri dubbi per un nostro prossimo futuro...
certo che la NATURA,si stà rivoltando contro,
per volere di DIO o cosa???
mha a questo punto inizio ad avere anche io dei seri dubbi per un nostro prossimo futuro...
certo che la NATURA,si stà rivoltando contro,
per volere di DIO o cosa???

simona- UTENTE

- Numero di messaggi: 36
Data d'iscrizione: 11.04.11
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Se leggi le prifezie della bibbia ci sono riferimenti ben chiari riferiti a questi tempi. I riferimenti sono precisi, Il capitolo 24 del vangelo di Matteo per esempio e poi l'apocalisse o Rivelazione. A parte che un abuso del pianeta costante e senza limiti (vedere miniere, pozzi petroliferi, disboscamenti ed inquinamento ed avvelenamenti vari su grande scala; per non parlare degli esperimenti nucleari sottomarini e sottoterra di cui pochi sono a conoscenza, ma con effetti devastatori,ovviamente...) porta delle conseguenze prima o poi...e siamo arrivati al poi credo. E sì, non è Dio che vuole che l'uomo soffra, ma semplicemente stiamo pagando le conseguenze di un mal uso del libero arbitrio che cui è stato concesso
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
Età: 50
Località: tenerife
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
e si ne stiamo pagando le conseguenze........

miciamony- UTENTE MOLTO ATTIVO

-

Numero di messaggi: 1726
Data d'iscrizione: 06.11.09
Età: 38
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
penso che la colpa sia solo dell'uomo, dell'abuso che fà

Ann@ Mari@- UTENTE

- Numero di messaggi: 123
Data d'iscrizione: 15.02.11
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Avete sentito lo sciame sismico sull'appenino emiliano? mia sorella è stata 2 notti senza dormire(vive vicinissimo a Bagno di Romagna, epicentro. insomma alla tele non ne hanno parlato o mi è sfuggito a me? Comincio a credere che il signor Bendanti ci avesse preso anche se non esattamente...non è che volgio essere catastrofista, ma una notizia è una notizia!! hihi
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
Età: 50
Località: tenerife
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
mimi nemmeno io l' ho sentito al tg...

sweetmary- MODERATORE JUNIOR

-

Numero di messaggi: 3590
Data d'iscrizione: 05.09.10
Età: 23
Località: palermo

francyrov- UTENTE

- Numero di messaggi: 3060
Data d'iscrizione: 28.11.10
Località: trentino
Re: Terremoto a Roma 11 maggio 2011 vero??
Che strano davvero, non vi pare? anche se la scossa più forte era 3 della scala Richter, insomma, manco uno scherzetto. Su google c'è, ma i tg niente. mah...
miriam- UTENTE

-

Numero di messaggi: 1167
Data d'iscrizione: 28.11.09
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Località: tenerife
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